Da quando
Da quando mi guardi
Vivo di carezze e tocchi e morsi
Che mai ho udito sulla nostra carne.
Da quando mi parli
Immagino tutti i baci non dati
Rimpianto di labbra e lingue e respiri che battagliano solo di filosofia.
Da quando mi eviti
Ho gola asciutta e sabbiosa e muta
In attesa di bere alla fonte di un sentimento che lascia riarsi.
Da quando mi provochi
Abbraccio la passione illusoria
Delle nostre gambe vogliose e intrecciate e graffiate.
Da quando ti voglio
Il dubbio dell’incertezza mi divora e consuma e lacera
Nel desiderio di noi.
La ridondanza del dolore
Eri carne e sangue
sulle mie gambe,
che lente attendevano
il fuoco delle tue labbra
bruciare il nero della notte
che ci inghiottiva.
Risuoni tra le mie costole,
xilofono di un dolore
che ostinata chiamavo amore.
Ondeggi tra la spuma del ricordo
ancorato alla tua gioventù,
passata a cercare l’unico
in una fiera di dogmi
trascurando la vita serena che ci eravamo donati, ingrati.
Sarai per me il mito,
ora che non sei,
di una passione che non consuma
ma affama e rimpolpa
carne tremante e nuda
sotto lenzuola di un’unione
che sogneremo ancora.

One response
In questi versi a mio avviso si respira passione, carnalità, sentimento, dolore , visceralità , miste ad una velata nostalgia. In breve , per usare una metafora ci vedo un cuore che dipinge un grande quadro utilizzando tanti colori veri e carichi di vita.